Pablo Neruda diceva che la poesia è un atto di pace. E Dio solo sa se non abbiamo tutti bisogno di un po’ di pace nelle nostre vite!
Quindi, sia che vogliate dedicarla alla persona che vi piace, sia che vogliate recitarla al vostro partner per il suo compleanno, sia che vogliate prendervi 5 minuti del vostro tempo libero per voi stessi e trovare un po’ di pace, sia che vogliate semplicemente mostrarvi colti coi vostri amici alla prossima occasione, in questo video andremo proprio a vedere quali sono, almeno secondo me, le 5 poesie più belle di sempre!
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Le Migliori POESIE da LEGGERE
5) Charles Bukowski – Il cuore che ride

In questa poesia, Bukowski ci fa capire quanto sia unica e preziosa la vita di ognuno di noi, ma allo stesso tempo anche spaventosa, a causa di tutte quelle cose brutte che, prima o poi, capitano a tutti.
E quando ciò accade, siamo tentati di chiuderci in noi stessi e “arrenderci”, ed è proprio da questa condizione che l’autore ci invita ad uscire. In pratica, questa poesia ci “apre gli occhi”, e ci avverte che le uscite, anche nel tunnel più buio, ci sono! E forse non saranno uscite molto luminose ma anche un po’ di luce vince sulle tenebre assolute!
È poi un invito all’autostima, ricordandoci che ognuno di noi è un essere meraviglioso e che può fare grandi cose con la propria vita, perché è la propria e di nessun altro!
4) Alda Merini – A tutte le donne

Questa poesia è un inno alle donne ed è dedicata soprattutto a loro.
L’autrice ripassa la storia della donna, a partire da Eva, e proprio a partire da lei tutte le donne vengono accusate di quella colpa e non vengono viste di buon occhio da tutti gli uomini e persino da Dio, il che è un’immagine piuttosto forte.
La donna viene dipinta come una creatura bella ma allo stesso tempo fragile, eppure coraggiosa tanto da combattere per i propri diritti e la propria emancipazione. Tante sono state le sofferenze che la donna ha dovuto subire e tutte sono andate a scalfire la sua essenza, la sua bellezza, eppure, lei riesce ancora a “gridare vendetta”.
E nonostante abbia sofferto e ancora continui a soffrire per amore, lei continua a commuoversi per un altro tipo di amore, quello per i propri figli.
Una poesia che fa tanto riflettere e che dovrebbe essere, secondo me, più diffusa.
John Keats – Lettere a Fanny

Non è una vera e propria poesia, bensì una lettera d’amore, tanto passionale che scandalizzò la società vittoriana dell’800. Fanny Brawne era la “ragazza della porta accanto” per Keats e la loro storia d’amore è durata dal 1818 al 1821, anno della morte del poeta. È stata resa nota però solo nel 1878, quando le prime lettere furono pubblicate.
Quella descritta dalle parole dell’autore è una passione travolgente, intensa e disperatamente in cerca di vita, quella da cui il poeta – a causa della sua salute precaria – si sentiva sempre un po’ lontano. Lui sa che sta per morire e proprio per questo vuole aggrapparsi alla passione e all’amore, che sono le uniche cose che gli restano, insieme alla sua poesia, per dare un senso alla sua vita.
Pablo Neruda – Sonetto XVII

Con questa poesia, l’autore ci ricorda che in amore non conta l’apparenza o l’estetica. Inoltre, per Neruda l’amore non è qualcosa di chiaro e ben definito, ma piuttosto qualcosa di tenebroso, incerto, ma puro. Le cose belle esteriormente, invece, come La Rosa di sale o il topazio, si possono ammirare per il loro fascino, ma non si possono amare.
Inoltre, i suoi sentimenti sono così forti che gli fanno perdere la cognizione del tempo e dello spazio, e così lui non si rende conto di quando siano cominciati, dove o per quale motivo, sa solo che ci sono, che sono lì e sono forti.
Un altro pezzo bellissimo sono gli ultimi due versi, in cui esprime il legame tra i due amanti, che è così intenso da farli sembrare una cosa sola.
E al primo posto, una delle mie poesie preferite se non la mia preferita!
Nazim Hikmet – Il più bello dei mari

Con questa breve ma efficace poesia Hikmet affronta un tema molto importante: la ricerca dell’uomo – da sempre e per sempre – della felicità. Tutti noi siamo alla ricerca della felicità, no? Tutti noi desideriamo qualcosa e poi, quando lo abbiamo raggiunto finalmente, ci accorgiamo che non lo vogliamo più, o che comunque siamo pronti a metterlo da parte perché intanto ci siamo già innamorati di qualcos’altro. E così via in una sorta di circolo vizioso.
Tutto quello che l’uomo fa è, insomma, orientato a un miglioramento, sia che si abbia successo o che si fallisca.
Questa poesia non fa altro che ricordarci che, come dicono gli inglesi, The best is yet to come, il meglio deve ancora venire. Apre quindi un futuro pieno di speranza. Non sappiamo se riusciremo a raggiungere quel meglio che ci aspetta, ma sicuramente ci speriamo e siamo fiduciosi.
E quale miglior momento per leggere una poesia, se non quello mentre si beve un buon caffè!
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